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venerdì 28 dicembre 2012

Valentina e Alice, un incontro e l'inizio.


 


Assente da giugno.
Lo so.
Ci sono volte nella vita in cui tutto ti cambia all'improvviso.
Cambiamenti che non avresti mai voluto, desiderato, ma arrivano dritti, frantumando ogni vecchia certezza, spezzando ogni volontà.
Ci sono volte nella vita in cui si ricomincia.
E si ricomicia da sé, necessariamente.
Perchè dietro non c'è quasi più nulla e nessuno che voglia appartenerti, che voglia viverti, e davanti c'è solo un enorme enigma, per cui..l'unica forza la si trova in se stessi.
E poi, il lavoro vero e duro della cucina mette sotto torchio non solo il corpo ma anche lo spirito di chi sceglie, per passione, per amore, per dedizione la vita da chef..
Una vita che nulla a che fare con lo spettacolo verosimile della tv e delle riviste.
Vita che, a partire dal punto zero, è una crescita continua, personale e professionale.
Ma costa, costa tanto.
Dopo l'esperienza all'Ifse, per alcuni versi discutibile, è arrivato il momento di fare sul serio.
Dopo il Piemonte, regione straordinaria, piena di profumi e sapori insuperabili, è la volta della Lombardia, la volta della vera realtà ristorativa.
Valentina 3.0.
Valentina - la crazy chef - riparte da zero, da Milano, da Alice.
Alice Ristorante - una stella Michelin - il migliore ristorante di pesce a Milano, uno dei migliori ristoranti d'Italia della Chef Viviana Varese, ha deciso di prendermi sotto le sue ali.
Valentina 3.0 riparte da sè.
Poche parole ma fatti e sacrifici estremi e tanta, ma tanta follia.
Teniamoci in contatto..










N.B. le foto sono tratte dal sito web del 

Ristorante Alice
via Adige 9 Milano
+39 02 54 62 930
Lunedì 20.00 > 23.00
Martedì / Sabato
12.00 > 14.00 / 20.00 > 23.00

venerdì 8 giugno 2012

chez munita 2.0 .. io, aspirante crazy chef all'Ifse Culinary Institute..




Un mese è già trascorso..
La mia vita è totalmente cambiata.
Non vivo più in Sicilia.
Questo basterebbe per esprimere tutte le difficoltà per chi è costretto a lasciare la propria terra "maledetta" per cercare di trovare qualcosa.. per cercare di trovare se stesso, lavorativamente parlando, ma non solo.

Da un mese vivo in un paesino a non troppa distanza da Torino, Piobesi Torinese, un paesino molto piccolo della vasta pianura piemontese, senza mare, senza il mio mare..e nonostante anche qui splenda il sole, non è il mio Sole..


Casa mia
Piobesi Torinese


L'unica cosa che oggi ancora mi spinge ad avere il coraggio di fare, andare, cercare, trovare è la passione per la cucina, l'amore per i fornelli - che oggi si chiamano "induzione" - l'amore per il gusto, per la trasformazione di una semplice materia prima in "arte" per il palato..

E questa passione giorno per giorno la trasformo - non senza difficoltà - in esperienza e professionalità all'Ifse, una scuola di alta cucina e food design, che si trova proprio a Piobesi torinese.



Ifse


Qui la vita è scandita dalle campane di una chiesetta che si trova di fronte la finestrella della mia mansarda, una mansarda molto piccola, molto minimalista, luminosa ma estremamente povera, che accudisco come la più cara delle dimore..






la mia mansarda

La mia giornata invece la trascorro seguendo le lezioni della scuola di cucina; una scuola che si trova dentro un castelletto di colore rosa salmone, dentro un piccolo parco labirintico, verdissimo e silenzioso.


il parco dell'ifse

La vita in una cucina non è la vita che una blogger solitamente trascorre nella propria cucina, la vita "vera" in cucina, nella cucina di un ristorante, è più ritmica, più severa, più difficile di quanto uno possa immaginare.

Le lezioni trascorrono ad un ritmo serrato, con una pausa pranzo molto breve.
Si mangia poi un caffè e poi si ritorna a lezione, e dopo la lezione - ma manche durante le lezioni - tutto deve essere sempre ordinato, pulito, organizzato, "in quadro", come dicono qui.
I miei executive chef sono Sir Piero Rainone e Sir Riccardo Marello.
Due chef molto bravi, professionali, ma profondamente diversi.
Caratterialmente molto differenti. Ma la loro diversità caratteriale non mina minimamente la loro bravura e la loro capacità di insegnare.
da sinista: Chef Piero Rainone - Chef Riccardo Marello - Chef Riccardo Ferrero (Rist. Il Cambio, Torino)

Chi pretende di stare in cucina o di cominciare questo mestiere con la presunzione di sapere è bene che lasci la speranza di riuscire un giorno ad essere un vero chef fuori dalla porta..
Umiltà, parola d'ordine per iniziare questo meraviglioso lavoro.
Sete e fame di conoscenza, ovviamente, ma principalmente umiltà e la consapevolezza che la gavetta è il primo gradino, il primo mattoncino per, forse, un giorno diventare professionisti..

In cucina non c'è mai il tempo per fermarsi, è sempre tardi, sin dal primo momento in cui si entra..sin dalla mattina, dalla preparazione delle mise en place, è già tardi..


Dagli antipasti, ai finger food, ai primi ai secondi, alla pasticceria, alla panificazione.. correre correre correre..

Il corso all'Ifse si divide in tre fasi:

La prima fase è propedeutica, la seconda è un pò più formativa, la terza è un advanced, ma tre mesi per imparare sono pochi, pertanto non ci si può distrarre..

Così via con i tagli: julienne, brunoise, chiffonade..
E poi bisogna perfettamente soffriggere la cipolla..
E mantecare il risotto..
E sfilettare il pesce..
e cuocere la carne..

E scoprire l'abbattiore, e il sottovuoto..
L'affumcatore e l'essiccatrice..
E poi c'è il pacojet per i gelati o i sorbetti o le "terre"..

Bisogna sapere regolare il sale, gli aromi, le spezie..
Equilibrio al piatto per un equilibrio in bocca..
E credetemi l'equilibrio in bocca, quando sono due chef che giudicano severamente i nostri piatti non è così scontato nè facile da raggiungere..
E non dimenticare di impiattare col piatto caldo e senza "impronte" !!!
Eccetera Eccetera Eccetera..

Non posso dire tutto in un articolo, ma posso solo scrivere che c'è poco da dire se non che è la mia vita..

E allora la forza di stare ogni giorno lontana dalla mia terra, dai miei cari, dal mio mare, io la ricevo dai piatti che faccio, dalle cose imparo, dalle lezioni dei miei chef, dalla loro passione che è anche la mia..
Grazie alla loro severità io capisco giorno per giorno che è tutto quello che voglio fare, che vorrei fare, e che magari un giorno io potrei essere come loro..

Allora la fatica di stare in piedi per 10-12 ore, correndo tra olio caldo, forno bollente, coltelli affilati, cipolla bruciata e risotti non mantecati abbastanza, svanisce..quando a poco a poco i piatti cambiano, arrivano gli apprezzamenti, quando senti che stai imparando, che stai crescendo, e anche se la strada è lunga, lontana e faticosa,  e anche se vivi in un paesino nel nulla, anche se fai il bucato a mano, se torni morta da lavoro e vorresti solo dormire..sei felice perchè stai facendo l'unica cosa che ti fa sentire viva e felice..

Certo il Piemonte è lontano e la domenica è il giorno della nostalgia..
La domenica giù in Sicilia si riuniscono tutti a casa mia, io invece mi riposo un pò qui, perché il lunedì è già lavoro, il lunedi è già tardi.. come per il coniglio bianco di Alice..
Però il lunedi si ritorna ad imparare e lentamente tutti i pensieri si affievoliscono, lentamente..

L'Ifse in fondo è una piccola famiglia, dal direttore Raffaele alla responsabile Rosanna, a Giovanna - la responsabile delle pulizie e dei macelli che "combiniamo in cucina", all'Ifse ti senti a casa..
Una casa molto particolare, perché i ragazzi che seguono i master provengono da tutto il mondo, e allora ci si ritrova a parlare italiano e un attimo dopo americano e ancora subito spagnolo.. e poi magari io inserisco il siciliano e tutto diventa multi-culturale, formativo ma estremamente divertente..

Le foto che seguiranno sono solo un piccolo assaggio, puramente visivo, delle meraviglie che qui si mangiano, si assaggiano, si assaporano..
E' passato solo un mese, la mia terra mi manca, ma io, pittrice ai fornelli, ho trovato la mia strada..e adesso è necessario solo tanto coraggio, tanto coraggio e determinazione.



























... un piccolo tributo al paesaggio nuovo che mi accompagna durante le mie corse settimanali, in cui mi rilasso un pò dopo ore in cucina, e dopo ore di assaggi infiniti, assaggi di sapori e gusti mai provati sin ora..








martedì 13 dicembre 2011

Per Santa Lucia un Crumble di cuccìa..


É passato un anno dai miei bicchierini di cuccìa..
Quest'anno invece ho deciso di priovare una ricetta che da un pò pensavo di fare..
E rimanda che ti rimanda, il crumble era rimasto in agenda.. nell'agenda delle ricette in lista di attesa.
Sicuramente non è un periodo in cui passo troppo tempo in cucina, ahimè..
Per colpa mia indubbiamente, ma capitano quelle fasi calanti? no?
Capita che tutto in giro sia omologato, sia globalizzato i blog stanno diventando tutti uguali, tranne alcuni che rimangono meravigliosamente artistici, lucenti, innovativi - a volte anche troppo - comunque sia.. a volte in giro per il foodblogworld io mi annoio un pò..
allora onde evitare di far ricette uguali.. attendo il momento aureo, quello in cui la luce di archimede si accende.. e scappo in cucina..
La ricetta di oggi cerca di unire l'esigenza di fare un piatto da tempo messo in lista di attesa con la tradizione siciliana di mangiare solo riso e grano cotto.. in ogni forma, in ogni modo, con ogni ricetta..
Oggi, S. Lucia, non c'è pane e pasta..
La storia è scritta qui.. tra le righe della ricetta di appena un anno fa..
Quindi carta e penna che prepariamo un crumble di mele, dal cuore fondente di cioccolato, i profumi delle mandorle e un tocco speziato di cannella, che da buona araba-siciliana non deve mancare mai..

Questa volta però niente ingredienti con grammature da precisione.
Dipende da voi scegliere la giusta quantità.
Dopo tutto lo vedrete da voi.. quanto bisognerà utilizzare di ogni ingrediente.



Lista della spesa..

Grano cotto;
(di sicuro non vi chiedo di comprarlo come me per bollirlo.. rinuncereste a priori alla ricetta)
Mele imperatore o renette o golden;
Farina di mandorle o mandorle non tostate;
Zucchero di canna;
Pinoli;
Burro;
Semola;
Pangrattato;
Canella;
Cioccolato fondente al 70%;
Marsala.

Io ho usato un coppa pasta tondo per fare una porzione voi scegliete pure di utilizzare una teglietta a cerniera, o uno stampo in silicone o in ceramica bianca..


Procedimento..

Pulite e Taglate la mela a cubetti.
Imburrate la teglia o il coppa pasta o la cocotte che avrete swcelto per il vostro crumble.
Versatevi le mele, i pinoli, la cannella, un dito marsala (facoltativo); ponete al centro un gran bel cuore di cioccolato fondente, poi come se fosse una catena di montaggio, coprite tutto col grano cotto ed in ultimo ...
in ultimo..
porca miseria mi sono dimenticata di dirvi come si fa la copertura!!
'annaggia...

Allora veloce veloce..
Sfarinate o sabbbiate grossolanamente la farina di mandorle con un cucchiaio di semola e il burro freddo, fatelo con le manji in modo da non far scioglere tutto il burro e lasciare grezzo il composto.

Ecco a questo punto coprite in ultimo il crumble, spolverate con pangrattato e zucchero di canna..
In forno per 1 oretta (dipende dalla grandezza del vostro crumble), a 180 graduzzi..

Mangiare e servire tiepido (non bollente), evitate di ingurgitare e soffiate prima !!!!
Se ci schiaffat il gelato alla vaniglia non è male..

A voi,
Valuzza..













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