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martedì 13 dicembre 2011

Per Santa Lucia un Crumble di cuccìa..


É passato un anno dai miei bicchierini di cuccìa..
Quest'anno invece ho deciso di priovare una ricetta che da un pò pensavo di fare..
E rimanda che ti rimanda, il crumble era rimasto in agenda.. nell'agenda delle ricette in lista di attesa.
Sicuramente non è un periodo in cui passo troppo tempo in cucina, ahimè..
Per colpa mia indubbiamente, ma capitano quelle fasi calanti? no?
Capita che tutto in giro sia omologato, sia globalizzato i blog stanno diventando tutti uguali, tranne alcuni che rimangono meravigliosamente artistici, lucenti, innovativi - a volte anche troppo - comunque sia.. a volte in giro per il foodblogworld io mi annoio un pò..
allora onde evitare di far ricette uguali.. attendo il momento aureo, quello in cui la luce di archimede si accende.. e scappo in cucina..
La ricetta di oggi cerca di unire l'esigenza di fare un piatto da tempo messo in lista di attesa con la tradizione siciliana di mangiare solo riso e grano cotto.. in ogni forma, in ogni modo, con ogni ricetta..
Oggi, S. Lucia, non c'è pane e pasta..
La storia è scritta qui.. tra le righe della ricetta di appena un anno fa..
Quindi carta e penna che prepariamo un crumble di mele, dal cuore fondente di cioccolato, i profumi delle mandorle e un tocco speziato di cannella, che da buona araba-siciliana non deve mancare mai..

Questa volta però niente ingredienti con grammature da precisione.
Dipende da voi scegliere la giusta quantità.
Dopo tutto lo vedrete da voi.. quanto bisognerà utilizzare di ogni ingrediente.



Lista della spesa..

Grano cotto;
(di sicuro non vi chiedo di comprarlo come me per bollirlo.. rinuncereste a priori alla ricetta)
Mele imperatore o renette o golden;
Farina di mandorle o mandorle non tostate;
Zucchero di canna;
Pinoli;
Burro;
Semola;
Pangrattato;
Canella;
Cioccolato fondente al 70%;
Marsala.

Io ho usato un coppa pasta tondo per fare una porzione voi scegliete pure di utilizzare una teglietta a cerniera, o uno stampo in silicone o in ceramica bianca..


Procedimento..

Pulite e Taglate la mela a cubetti.
Imburrate la teglia o il coppa pasta o la cocotte che avrete swcelto per il vostro crumble.
Versatevi le mele, i pinoli, la cannella, un dito marsala (facoltativo); ponete al centro un gran bel cuore di cioccolato fondente, poi come se fosse una catena di montaggio, coprite tutto col grano cotto ed in ultimo ...
in ultimo..
porca miseria mi sono dimenticata di dirvi come si fa la copertura!!
'annaggia...

Allora veloce veloce..
Sfarinate o sabbbiate grossolanamente la farina di mandorle con un cucchiaio di semola e il burro freddo, fatelo con le manji in modo da non far scioglere tutto il burro e lasciare grezzo il composto.

Ecco a questo punto coprite in ultimo il crumble, spolverate con pangrattato e zucchero di canna..
In forno per 1 oretta (dipende dalla grandezza del vostro crumble), a 180 graduzzi..

Mangiare e servire tiepido (non bollente), evitate di ingurgitare e soffiate prima !!!!
Se ci schiaffat il gelato alla vaniglia non è male..

A voi,
Valuzza..













giovedì 27 ottobre 2011

"cu mancia fa muddiche"



Ohhhhhhhhhhhhhhhhhhhh. Sono tornata. Di nuovo.
Qualcuno c'è che ha sentito la mancanza??
Forse, la prima forse sono stata io che ho avvertito la necessità di rimettere le pani in pasta.
"Cu mancia fa muddiche".. si dice sempre qui in sicilia, quando chi comincia a far qualcosa o a dire qualcosa si ottengono sempre delle reazioni..
Il mio maestro in palestra me lo dice sempre.. (anche perché io mi faccio male, sempre.)
E lui, per tranquillizzarmi, mi dice: Signorina Valentina, stia serena, perché Cu mancia fa muddiche!
Ovvio che chi panifica, come me, fa sempre molliche..
E quindi...?
e quindi la verità è che mi piaceva il titolo anche se magari con il contesto non c'entra una cippa!

Volevo tornare col botto, aspettavo la ricettona, la cosa figa, di quelle che quando apri la pagina dici "uauuuuuuuuuuu" e poi però pensi "e come si fa?" e poi ancora rifletti e dici "seeeee, non lo posso fare, meglio che oggi faccio la torta della nonna con le mele.."
Quindi io preferisco postare il mio pane, un pane comune, fresco fresco di corso di Adriano e Paoletta..
In più, però, ho usato una farina buona buona, una rimacino intergrale tipica della zona di castelvetrano (tp), che si chiama tumminia, macinata a pietra.
Una farina profumatissima, di ottima qualità, di buona lavorazione, buon assorbimento di acqua, e dal sapore bello tosto! integrale appunto, ma è di grano duro, quindi ricca di vitamina C, antiossidante, che abbassa un pò l'indice glicemico dato dalla farina bianca di tipo 0.
Il tutto, però, condito da un ottimo LM, appena appena rinfrescato.
NON AVENDO ANCORA COMPRATO L'OLIO FRESCO... .. Stamattina ho tostato due belle fette di panuzzo .. e poi sopra ho spalmato un pò di marmellata di fragole (fatta in casa), una marmellata semplice, però, senza tutte quelle spezie buone buone che si trovano in giro.. e che si leggono su per i blog più raffinati e non grezzi come il mio.. tipo..:
"Mavmellata  di fvagole con zenzevo e pepe in gvani"
oppure
"Mavmellata di fvagole con noce moscata e vabavbavo"

insomma cose di lusso, buonissime..
ma onestamente.. dove cavolo lo trovo il RVABARVBARVO!!!!

Andiamo alla ricetta che è meglio..

Ingredienti

500 gr di farina per pane di tipo 0;
(io ho usato la Molino Rossetto, ma va bene la 0 coop, o la 0 tandoi dell'Ard)

100 gr di farina di tumminia integrale pura al 100%;
(alternativa: una semola di rimacinato del supermercato, come la tomasello)

420 gr di acqua minerale - possibilmente dura (non la Geraci)
120 gr di LM pronto (appena rinfrescato);

14 gr di sale;

e tanto amore..


Procedimento:
Sciogliere 120 gr di Lm in 300 gr di acqua non fredda (dipende dall'asorbimento della farina). Unire 300 gr di farina (la metà sul totale). Lavorare con una spatola bianca, tagliare la farina in modo tale che assorba tutta l'acqua, per benino. Lasciate in autolisi per 45 min. a temp. ambiente.
Successivamente, unite 100 gr di acqua e l'altra metà (300 gr) della farina rimasta, lavorate per bene ancora con la spatola, fate assorbira tutta l'acqua e la farina. Unite gli ultimi 20 gr di acqua e versate sopra il sale, in modo che la parte umida riesca ad assorbirlo.
Lavorate ancora con la spatola bianca e poi.. PE PEM!
Rovesciate sul tavolo o sulla spianatoia.
Qui la cosa si fa seria.
Bisogna lavorare la pasta in modo tale da incorporare più aria possbile e in modo tale che la pasta inizi a diventare liscia e bella - come diceva mia nonna.
Coprite a campana e lasciata in puntata (che non è la puntata del vostro telefilm preferito) per 3 ore circa.
Effettuate un giro di pieghe e ancora puntata di 1 ora e mezza con la chiusura sotto.
Preformate.
Attendete 20 minuti.
Formate e attendete il raddoppio con la chiusura sopra.
Schiattate in forno incandescente e dopo i primi 10 min. cucinate in fessura.
Il tempo dipende dalle pezzature che avete dato al vostro pane.
Il pane è finito.
Andate e panificatevi tutti!


 







lunedì 27 giugno 2011

Riso basmati con fave fresche, finocchietti selvatici, maggiorana e cannella.



Eccoci qui.
Sono tornata.
E' stato difficile non cucinare, ma la mia mente per un momento indefinito ha deciso di staccare la spina, un pò da tutto, un pò da tutti, pertanto per riprendere me stessa, per ritrovare le mie cose ho riacceso i fornelli o forse i fornelli hanno riacceso me..
Non so a quanti io sia mancata, a me stessa sono mancata sicuramente ..
Trent'anni. 
Come sono pochi a volte.
Sono tanti altre volte.
Ma è tornata la voglia dei fuochi, perchè il fuoco è il mio elemento e non potrei mai lavorare se non con Lui.
Da grande farò..
Farò la cuoca?
Bah, chissà.
Intanto è tempo di rimettersi in carreggiata, di ripartire e riaccendere i motori.
Nessuna meta, oddio, dipende.
Ma non è il luogo adatto per parlarvi delle mie mete. non ora, magari.
Questo riso nasce dalla passione, dall'amore, dal desiderio.
Nasce dalla voglia di sperimentare, di osare, di aver paura di sbagliare, ma anche dalla nascosta consapevolezza che magari alla fine il gusto sarà eccellente.
Come questo riso alla fine si è rivelato.
E' fresco, intrigante, speziato, eccitante, ammaliante, coinvolgente.
Questo riso è. punto.
Ognuno di voi saprà cosa sarà questo riso per sè.


Ingredienti (per 2 persone)

gr. 170 di riso basmati;
gr. 500 di fave sgusciate;
cipolla rossa di tropea;
un mazzetto di finocchietti selvatici;
un rametto di maggiorana;
polvere di cannella;
olio evo;
vino bianco;
sale e pepe nero macinato fresco q.b.


Procedimento

Tritare finemente la cipolla rossa di tropea, rosolatela in padella con dell'olio evo.
Versatevi le fave fresche precedentemente sgusciate e cui avrete tolto pure il guscio.
Rosolate il tutto e sfumate con mezzo bicchiere di vino bianco, preferibilmente uno chardonnay. Il piatto che state creando deve essere molto profumato.
Aggiungete un pò d'acqua, i finocchietti, la maggiorana, il tutto giusto il tempo che le fave raggiungano la giusta cottura. Devono risultare non troppo cotte ma leggermente croccanti.
Nel frattempo cuocete il riso basmati. Al dente.
Scolatelo e finite la cottura in padella con le fave.
A cottura ultimata aggiungete una buona spolverata di cannella.
Mangiate il riso sia caldo che a temperatura ambiente.
Godetene fino all'ultimo chicco, fino all'ultimo respiro, fino all'ultimo sapore.



 


giovedì 5 maggio 2011

Crostone di pane di "tumminia" con carpaccio di carciofi, caciocavallo fresco, capperi e menta

Eccomi qua, sono tornata.
Dopo un lungo periodo di assenza e per di più dopo una pietanza bruciata, oggi vi presento un antipasto fresco, leggero, profumato ma soprattutto buono, assai.
Nel frattempo, tra un lavoro, una corsa e un libro da leggere per la tesi, mi sono rimessa ai fornelli..
Qui in Sicilia pare già cominciata l'estate, una strana estate direi, perchè l'altro ieri il cielo sora palermo era arancione, poi viola, poi giallo, poi blu, e poi pioveva fango, poi zolfo e poi infine sabbia.
Insomma pareva l'apocalisse, e tutti qui a chiamare i vigili, la polizia, forse c'è stato pure chi ha iniziato a pregare.. vabè ma quella è un'altra storia, a quel punto sarebbe stato necessario un esorcista per calmare gli animi peccatori..
Per me è stata la maledizione di gheddafi.. :)

Ma parliamo di cibo che è meglio..
Lo volete preparare un aperitivino leggero leggero, semplice semplice, buono buono che non potete dirmi di no???
E allora ecco cosa fare.

Ingredienti (per 4 persone)

n.4 fette di pane di farina di tumminia di castelvetrano (in alternativa un buon pane casereccio, meglio se di farina integrale e cotto a legna);gr.
n. 2 carciofi;
gr. 50 di caciocavallo fresco tagliato a fettine sottili;
menta fresca;
capperi sotto sale;
olio, sale, pepe q.b



Procedimento

Tostate le fette di pane dello spessore di 2 cm o su una griglia ben calda o in padella con un filo di olio. 
Pulite i carciofi, togliete le foglie esterne ed arrivate al cuore, la parte più tenera.
Affettate il cuore del carciofo sottilmente da ottenerne un carpaccio e Marinatelo nel limone per un'oretta, poi ocndite con olio, sale e pepe secondo il vostro piacimento.
Nel frattempo, Tagliate il caciocavallo fresco a fettine sottilissime, Dissalate i capperi e Tagliate a julienne la menta fresca.





Componete il patto disponendo su ogni fetta di pane tostata:
il capaccio di carciofi, il caciocavallo, i capperi e la menta. 
Condite con olio di oliva e pepe macinato fresco.





mercoledì 13 aprile 2011

Rana pescatrice al cartoccio con kumquat confit (forse)

L'ho bruciata.
Il forno era acceso, ma io parlavo al telefono..

..in cucina succede anche questo..


n.d.r. per la prossima volta in cui ritenterò la ricetta, munitevi di Kumquat confit, divinamente realizzati dai calycanti. E per una magnifica realizzazione con i Kumquat confit vedasi qui.

domenica 3 aprile 2011

Labneh con pepe rosa, timo e asparagi selvatici


E dopo le pecore, sfruttiamo pure le capre.. tanto.. se devo essere punita, che si vendichi tutta la fattoria !!!
Capita di imbattersi al mercato del contadino del sabato in un signore che vende lo yogurt e il latte di capretta..
E chi lo ha bevuto mai?
Il signore del mercato vanta la prelibatezza dei suoi prodotti e dunque, curiosità fatta donna, compro sia lo yogurt che il latte..
Preciso, per dovere di cronaca, che il latte è stato il primo prodotto provato.
OH MIO DIO. nun se pò beree di prima mattina !!
pare di mangiare ricotta fresca..che con i cereali o la fetta biscottatata e la marmellata non si sposa affatto !
e vabeh, famolo sto sforzo per due mattine, tanto mezzo litro finisce presto..
Al che mi viene il panico dello yogurt..
E come me lo mangio questo, mi chiedo.
Io la mattina voglio la mucca, quella grande grande a chiazze nera e bianca che si vede in tv!
Non ce la posso fare..mica lo butto..
Poi.. illuminazione !
Ricordo una ricetta del mio amico Bruno (brasiliano, libanese, calabrese) e marito della mia amichetta Flavia..
Tempo fa, sotto mia richiesta, mi aveva mandato alcune ricetta del Libano..
e qui mi ricordo del Libaneh..
e rileggo : per il Libaneh ti serve dello yogurt, ma se è di capra è meglio !!
Evvai !
Me lo posso riciclare..
E cosa devo fare???
Vediamo un pò..

vi riporto la sua mail


Labneh
 
500g di yogurt secco (spiego come si fa sotto)
2 a 3 bicchieri di olio extravergine
sale marino fine a piacere
erbe aromatiche secche, peperoncino, pepe nero - opzionale

Lo yogurt va mescolato con il sale. Poi farai palline della dimensione di una noce e, volendo, puoi coprire le palline con le erbe o peperoncino. Le palline vengono messe in un barattolo in vetro sterilizzato e ricoperte con l'olio. Far riposare a temperatura ambiente per almeno 24 ore prima di mangiare.
Alla fine avrai qualcosa come:

http://4.bp.blogspot.com/_TyPbLJ6d7YI/TN0Cd-1Z7AI/AAAAAAAAALg/XPEWpfGxoVQ/s1600/Preserved%2Blabneh.jpg

Per fare lo yogurt secco ti serve:

un normalissimo yogurt intero senza sale o zucchero, lo metti in un canovaccio, lo strizzi un po' e lo lasci gocciolare da un giorno all'altro. Un barattolo da 500g rende circa 250g di yogurt secco. Ovviamente viene molto più buono con yogurt fatto in casa, specialmente se fatto con latte di capra... però è molto più difficile.  






Capito??
Mica difficile..
Anzi..

Le mie aggiunte sono: 

pepe rosa;
timo;
e asparagi selvatici..


 



sabato 19 marzo 2011

Canapè di patata con alici marinate, pecorino stagionato, menta fresca e capperi di Ustica


Eccoci qui, per San Peppino.
In Sicilia, naturalmente, il piatto forte è la ricotta, anche in questa giornata di festa.
Mi chiedo a questo punto quale giorno siciliano non sia idoneo all sfruttamento della pecora.
Perchè qui le pecore sono sfruttatissime, e forse un giorno ci sarà la rivolta delle pecore, un pò come la fattoria degli animali di Orwell.
Gli esseri lanosi prenderanno il potere e noi, umanoidi, dovremo lavorare per loro.
Dovremo dimenticarci della ricotta e del suo sapore prelibato.
Ma ancora non è arrivato quel giorno e quindi, mentre tutto il popolo palermitano mangia ricotta dolce ed ingurgita in ogni sua manifestazione cannoli e sfinge, cassatelle e cassate varie, io preparo un antipasto leggero leggero di canapè di papata con le alici marinate, la menta fresca, i capperi di ustica e il pecorino extra stagionato, volgarmente chiamato "cannestratu".
Azz.
Il p e c o r i n o !! 
Anche io partecipo allo sfruttamento della pecoraaa noooo...

Evvabè, in attesa del giudizio universale, del Dies Irae Pecororum..
Prendete carte e penna e ce ne fottiamo (con le dita incrociate).

Ingredienti: (per 4 persone)

n. 3 patate medie;
n. 8-10 filetti di alici marinate al limone;
n. 20-30 gr di capperi (di Ustica, Pantelleria, Lampedusa.. insomma purchè siano capperi terroni) 
scaglie di pecorino extrastagionato;
un paio di ciuffetti di menta fresca;
olio di oliva;
pepe nero in grani da macinare.


Procedimento:

Bollire le patate con la buccia, dopo averle accuratamente lavate e dopo esservi accertati di aver eliminato ogni residuo di terra.
Lasciate raffreddare.
Tagliare le patate a fette dello spessore di 1-1,5 cm.
Guarnire ogni canapè con: due filetti di alici marinate al limone, una paio di capperi, della menta fresca ridotta a julienne, delle scaglie di pecorino extrastagionato, olio di oliva e pepe nero macinato fresco.





Felice San Peppino.

venerdì 11 marzo 2011

apriti sesamo ! con il kamut.






Non sono sparita, non batto la fiacca, però davvero sto scrivendo la tesi e, nonostante la cucina mi manchi più di un ipotetico fidanzato imbarcato, lontano, da mesi, devo studiare.
Inoltre mia madre ha anche rotto il mio meraviglioso termometro con cui calcolavo scintificamente le mie ricette.

Ma eccomi qui, tra farina sul naso e lievito sulla maglietta, a riprovare i miei esperimenti panificanti.


L'altro dì, sullo scaffale del supermarket leggo: farina di kamut...
uh mamma, penso. che figata un pane kamuttiano, pseudo egiziano..

E rifletto: 

Il lievito ce l'ho, naturale per giunta, la manitoba per dargli sostanza anche, un pizzico di rimacino per lo spolvero non manca mai e il sesamo per guarnire anche !

Bene, abbandoniamo per un attimo la psicologia della gestalt e ricominciamo a sporcare la cucina..



Dopo innumerevoli ragionamenti, calcoli folli da scienziato pazzo, invento un pane al lm con farina di kamut al 40%, più un 20% di farina integrale (io uso la farina nera di tumminìa di castelvetrano, voi una qualsiasi farina integrale, ma che sia bona e saporita) ed un restante 40% di manitoba per sostenere la lievitazione naturale.

Carta e penna su, e poche lamentele. 
E' una mink**.. ops, una cavolata, basta che leggiate le mie spiegazioni minuziose e diventerete panificatrici folli, come me.


Ricordate il pane au levain? Lo trovate qui.
Partiamo dagli ingredienti e poi vi spiego un pò come fare.



*I FASE (ore 21 - della sera precedente)


Ingredienti:

gr   155 di manitoba W 400;
gr   95 di acqua naturale con basso residuo fisso ( temp. ambiente 22°);
gr   30 di lievito naturale appena rinfrescato;


Procedimento:

semplicissimo : 
Sciogliere il lm nell'acqua, Setacciare la farina e amalgamare gli ingredienti.
Lavorarli in modo tale da ottenere un impasto omogeneo e liscio e lasciare lievitare per 12 ore, in una ciotola coperta da pellicola.




*II FASE  (la mattina seguente- ore 9.00)


Ingredienti:

gr   340 di farina di Kamut - fattore W orientativo 190; (40% sul totale della farina)
gr   170 di farina integrale -  fattore W orientativo 190 (20% sul totale della farina)
gr   340 di farina manitoba W 400; (40% sul totale della farina)

gr   590 di acqua naturale con basso residuo fisso; (70% di idratazione)
gr   18 di sale.



Procedimento:


Preparate una autolisi:

Setacciate le farine insieme e unirle a 570 gr di acqua.
Impastate velocemente i due ingredienti e lasciate risposare per 60 min, in una ciotola coperta da pellicola.




... trascorsi i 60 min. ...




Impastate la massa autolitica con l'impasto della sera precedente (250 gr) e a metà della lavorazione aggiungete, lentamente, fino a totale assorbimento, il sale sciolto nei restanti 20 gr di acqua.

Se effettuerete questa operazione con l'impastatrice, non lavorate per più di 10 min.; 

Se effettuerete la lavorazione a mano non più di 20 minuti e cercate di far prendere il più possibile aria all'impasto.


Una volta ssorbito il sale e una volta che la pasta ha raggiunto elasticità ed è divenuta liscia, morbida, non più appiccicosa:


Riponete nuovamente l'impasto in una ciotola chiusa con pellicola e 
Lasciate riposare per 2 ore e 30 effettuando 2 folding ogni 50 min.

ovvero:

50 min. lievitazione - folding - 50 min. lievitazione - folding - 50 min. lievitazione.

cosa è un folding ?

in realtà sono le pieghe di tipo 1 di adriano per incorporare più aria possibile facendo attenzione a non rompere le eventuli bolle d'aria formatesi.
ma osservate bene questo video capirete meglio.


... trascorse le 2 ore e 30 min.
...


Formazione delle pagnotte:

Dividete l'impasto in tante parti quante ne vorrete fare.
io consiglio di pesare le parti in pezzature da 200 gr.
Arrotolate le pezzature su se stesse per cercare di aiutare l'impasto con un pò di forza per la successiva lievitazione.
Osservate questo video ed osservate bene come girare la pasta e preparare la formazione delle forme.

Lasciate lievitare per 1 ora e 50 c.a, fin quando le forme non raddoppieranno il loro volume.
Considerate bene che la temperatura dell'ambiente incide molto sulla lievitazione.
Sotto i 20 gradi l'attesa si dilata un pò..



* III FASE


Cottura 

Prima della fine della lievitazione, Accendete il forno a 240 gradi per c.a 15-20 minuti.

Subito prima di informare, fare dei tagli con la lametta sulle forme, però non è indispensabile per far crescere il pane nel forno. 
Infornare gettando sulla placca del forno, in basso, una ventina di cubetti di ghiaccio (Adriano docet) per mantenere l'umidità e far cuocere per 50 min. a 240° (i tempi sono indicativi). 
A due terzi di cottura azionare la ventola e aprire leggermente la porta del forno, per far fuoriuscire l'umidità.




s'abbenedica !

sabato 26 febbraio 2011

Crostone al lm con bottarga, bufala e cedro.


Eccoci qui, tra un pausa e l'altra, tra una pagina scritta di tesi ed una cancellata.
Onestamente, molto iìonestamente, se fosse per me, in sede di laurea porterei un bel piatto di pasta o un bel dolce o ancora un pezzo di npane fatto in casa con olio appena spremuto.. mah.. e sottolineo mah.. con la psicologia dell'arte ci sta poco.. oddio volendomi impegnare e consocendomi potrei anche farcelo entrare, ma meglio non rischiare.

Questo aperitivello, è un four season: adatto a tutte le stagioni.
D'estate rinfresca, d'inverno è nostalgico dell'estate.
Pertanto, Ebbene, Sebbene, dal momento che, Inoltre , in effetti, Tuttavia..
ops. scusate digressioni da tesi..:)..

Dicevamo,
Pertanto - va bene questo - poteve prepararvelo quanno ve pare.

Gli ingredienti profumano di mare.

Io ho usato un crostone di pane al lievito madre ma voi prendete pure quello che vi pare..


Ingredienti:

Un bel crostone di pane fresco e poi tostato in forno;
N. 2 fette di mozzarella di bufala;
Un paio di fettine di Bottarga di tonno;
N. 1 sottlissima fettina di cedro non trattato (o limone, o anche pompelmo);

olio di oliva;
prezzemolo;
pepe nero.





Composizione del piatto:

Tostate in forno la vostra fetta di pane casereccio, Attendete che si raffreddi e adagiatevi sopra in ordine: 
la fettina di agrume, la mozzarella di bufala, la bottarga di tonno, il prezzemolo, l'olio ed una manciata di pepep nero macinato fresco.

Io continuo con la tesi, voi comprate una bella bottiglia di vino bianco, preferibilmente un Gewurztraminer..



martedì 15 febbraio 2011

mi illumino d'immenso.

Cercavano una mente pensante, hanno trovato una panza pensante,
Non è lo stesso, ma va bene comunque,
siori e siore,
prima di San remo e dopo San valentino, 
si chiacchiera, si scherza e si ride.
e leggete aspirando tutte le "C" perchè 
si espatria di nuovo in toscana !

giovedi 17 - ore 19.00




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