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venerdì 17 dicembre 2010

L'opera d'arte. Le collorelle



E ora sedetevi. Sistematevi. Rilassatevi.
La cosa è serissima, più seria delle cassatelle.
In giro non esiste una ricetta giusta delle collorelle. 
Inutile che cercate o leggete qualcosa di simile, perchè l'originale è questa.
Punto.

Intanto, per ambientarvi, vi riporto la discussione di ieri mattina :

Io:              << Mà(mma) !?, la ricetta delle colorelle di chi è?>>
Mamma:    << della zia maria >>
Io:              << e di nonna ?!>>
Mamma:   << certo che era di nonna e anche della zia Nelina; quando ero piccola ci alzavamo alle cinque del mattino per fare le collorelle, poi le andavamo ad infornare al forno, perchè noi* forno non ne avevamo. >>  

*( a Caltagirone n.d.r )
 
Le collorelle sono un dolce tipico di Caltagirone
Credo siano, insieme ai buccellati e i dolci con la ricotta, tra i miei preferiti. 
Altro che dolci da nouvelle cousine, cosine piccole, morbide.. 
le collorelle sono, invece, sapori antichi. Esteticamente sublimi.
Vi riporto subito la ricetta, perchè inutile perdersi in chiacchiere.
Qui c'è da lavorare e rimboccarsi le maniche.


Il ripieno può esser preparato anche un giorno prima.


Ingredienti per il ripieno ( per ogni kg di farina )
gr 500 di mandorle tostate;
gr 500 di miele di agrumi,
gr 200 di vino cotto ( o nella remota e disgraziata ipotesi questo fosse non reperibile sostituire con l'acqua); 
gr 200 di semola;

cannella q.b
3 cucchiaini di polvere di scorzette di arancia;

Procedimento per il ripieno:

Tostate le mandorle e tritatele molto grossolanamente.
Mettete in un casseruola il vino cotto, il miele ed ammorbiditeli sul fuoco a fiamma dolce.
Unitevi le mandorle, la cannella e la polvere di agrumi ( io uso quella della mia amica cristina ;) ).
Girate sempre il composto affinchè tutti gli ingredienti vadano amalgamandosi ed unitevi a poco a poco la semola.
Spegnere il fuoco quando il composto risulta morbido, omogeneo e ben amalgamato. 

Fate attenzione che non si asciughi troppo perchè tanto poi, come dice la mia mamma," intosta ".
Ma non deve essere morbida, morbida..
Soda, direi.

A questo punto, Ungete di olio di semi una grossa ciotola e versatevi il composto, affichè raffreddi, e si "intosti" :).






Ingredienti per l'impasto

kg 1 di farina;
gr 250 di strutto ( non è possibile sostituirlo con il burro );
gr 250 di zucchero semolato;

acqua q.b.



Procedimento per l'impasto

Impastare tutti gli ingredienti aggiungendo acqua q.b. per ottenere un impasto liscio, omogeneo e morbido.

Lasciate riposare la pasta anche per un paio di ore, ma non in frigorifero. in una ciotola coperta da un panno o della pellicola.




Schematica sequenza di azioni da fare per le collorelle:


Fase per il ripieno.


Con le mani, impastare "la conza" ( il ripieno ) con le mani leggermente unte di olio di semi, e formare come dei lunghi serpenti.
Mettere da parte.


Fase per la pasta.

Dividere la pasta in parti. 
Stendere le parti con il mattarello prima e poi perfezionarli con una macchina imperia ( et simile ). Formare delle lunghe strisce.
Arrotolare le strice di pasta con il ripieno.
Tagliare le sezioni che più corrispondono alle nostre esigenza di forma: forme circolari, o lunghi rettangoli.



fase di arrotolamento

A questo punto, sono necessarie la armi del mestiere : i pizzichi. 

Dobbiamo incidere la superficie e creare dei piccoli pizzichi e tirarli fuori.
Attraverso le foto vi mostrerò cosa ne uscirà fuori, voi, nell'eventualità non abbiate queste meravigliose "pizette", procuratevi un coltellino affilato, giusto per rendere più articolata la superficie delle nostre forme.

i pizzichi della mia nonna, ora della mia mamma.






Forno

Preriscaldate il forno per una venitna di minuti.
Infornare le teglie e 200 ° C gradi per 20 minuti.
Non appena la base della collorella è ben dorata, sono pronte.
La superficie deve rimanere pallida.



eccole qui..




un meraviglioso ringraziamento va alle mie amiche cristina e daniela, 
venute a casa per aiutare, guardare e mangiare ;)



18 commenti:

  1. sono assolutamente bellissime, complimenti di nuovo all'artista che è la tua mamma - e complimenti a te per le foto, non ho parole!
    xx

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  2. flaviuzza,
    grazie grazie, però..
    .. mamma arrotolava, io pizzicavo..

    ( poi sono venute due mie amiche che hanno pizzicato pure.. )

    alla fine abbiamo mangiato tutti..
    :))

    :**

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  3. ...mandorle...celo
    ...miele... celo
    ....vino cotto....celo
    ....semola...manca....
    ma è la semola per cuscus... più grossa del semolino ?
    ... e collorelle è l'italiano di cuddruredde ? (che significa coroncine )

    (immagini, al solito, oppobbelle)

    Attilio

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  4. mamma quanto lavoro! ma che risultato finale!
    super natalizie le collorelle :D
    brava a te e a tutta la squadra!

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  5. Meno male che la luce era schifosa, vero? Ah, giusto:sei tu che illumini le opere d'arte, non c'è altra spiegazione. Bellissime! Io sono stata una delle due fortunate che le ha viste in diretta e sono rimasta affascinata dagli attrezzi antichi, dalla tecnica e dalla bravura di mamma ... oggi rivederle nel tuo articolo mi emoziona particolarmente.Grazie Valentina! Grazie Rita!! E' stato il mio regalo di Natale! Un bacio.

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  6. ciao chez munì, .....avevo visto utilizzare quel atrezzo che pizzica... il dolce era come le tue collorelle..ma era uno grande....forse un lievetato...mi stupì quella forma particolare da sembrare un ricamo! come sempre BRAVA !!!anche nelle foto!!un abbraccio!!

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  7. @attilio

    si è semolino, non cous cous.. proprio quello degli gnocchi..
    collorelle sono prorpio le cudduredde.. non ti parono coroncine pure queste???

    ma che su beeellleee !!1

    :**


    @gio

    il lavoro c'è ma non poi così tanto soprattutto se inviti gli amici e li costringi a pizzicare al posto tuo..
    :))
    però ne vale la pena ..
    :*


    @cristina
    attia! ahahah .. le foto poi le feci stamattina..
    ma manco belle furono.. prima che finiscono ne provo altre con luce migliore..
    a martedi..

    ps. mia madre me le nascose, e pure i buccellati!!


    @patty

    a volte pare peccato pure mangiarle..
    grazie sempre sei un tesoro..

    :**

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  8. Vi assicuro le colorelle sembrano dei raffinati merletti.Ho troppa fantasia? Il loro sapore é un tuffo nel passato e Valentina e la sua mamma continuano questa tradizione. Brave!Io le ho gia' provate sono buonissime!!!!!!
    marzia.

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  9. allora, allora papà (quello di caltagirone ndr) commosso: "eccole! queste sono quelle vere! sono proprio loro altro che quelle schifezze che fanno a Giarre" (ehm)
    di mio ci metto che questo merletto pizzicato è un sogno.

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  10. Non mi potevi chiamare? avrei pizziacato benissimo...e poi mangiato! Sono davvero l'opera d'arte che preannunciavi! Brava brava! Un abbraccio e buone feste! :*

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  11. Mitiche!
    Con l'occasione ti auguro buone feste!
    Enrico

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  12. @maite

    non esiste sul web nulla che sia tanto originale di questo ;))
    devo dire che pizzicare è rilassante, per un chilo di farina un pò meno :)
    grazie, comunque, grazie sempre.


    @chiara

    il tuo pandoro è meraviglioso.. prima o poi mi cimento..
    e pizzico pure lui :))
    buone feste anche a te..gioia.


    @enrico
    belle vero ?
    ti auguro un sereno natale, il tuo menu è straordinario..

    :*

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  13. Ciao, questa è una ricetta che si sposa molto bene con la mia dei buccellati: dolci parenti!
    Ti sono venute benissimo, eleganti nell'aspetto e promettono bene nel gusto.
    Devo provare, mi chiedo solo se gli strumentini, i pizzichi, posso ancora trovarli in commercio!?

    Buone feste,

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  14. belle, belle e ancora belle.
    il pizzo è incantevole. quei ferri preziosissimi.

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  15. @roberta

    le faccio una volta l'anno ma credimi me le nascondo per quanto sono belle..

    :))

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  16. Ciao! Le mandorle sono intere o sbucciate? Bau

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